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"Il Giallo di Caronia NON è assolutamente un caso di figlicidio e successivo suicidio." Lo dice il criminologo forense Pasquale Castronuovo

di Christine Blackwood
08-01-2021

Dopo la smentita di archiviazione del caso Viviana Parisi, da parte del Procuratore Angelo Cavallo il criminologo forense Pasquale Castronuovo esprime la sua analisi. Bollare il tutto in maniera così semplicistica, oltre che aprioristica non fa altro che offendere ancor di più la memoria delle vittime e di quanti ne sono coinvolti.

Dopo le ultime dichiarazioni di posizione del Procuratore Angelo Cavallo che allontana completamente l’ipotesi archiviazione per omicidio – suicidio per il caso di Viviana Parisi, anche il criminologo Pasquale Castronuovo che si occupa del caso, ha detto la sua.  Si era veicolata nei giorni scorsi da tanti giornali e giornalisti, la notizia che il caso di Viviana Parisi andava verso un’archiviazione ragione per cui si era creata una petizione raccolta firme online condivisa anche dal marito di Viviana, Daniele Mondello nel suo social(pagina facebook), https://www.petizioni.com/giustizia_per_viviana_e_gioele_no_allarchiviazione_del_caso_come_omicidio_suicidio Notizia che viene smentita dal Procuratore di Patti, Angelo Cavallo in seguito anche ilnoto criminologo forense, Pasquale Castronuovo, della scuderia di Luciano Garofano (ACISF - Accademia Italiana di Scienze Forensi) che studia il caso per via del tutto equidistante dalla Procura di Patti e dalla famiglia delle vittime, dice la sua con il seguente comunicato stampa: “Nonostante la possessione da parte della Procura dei dati medico-legali, degli elementi di natura tanatologica o tossicologica, delle deposizioni dei diretti interessati e degli interi archivi di accertamenti tecnici, la “strada” più probabile e verosimile resta quella del fantomatico omicidio-suicidio. Ancora oggi torno tuttavia a ribadire che non esistono dati oggettivi di una latenza psichica della Parisi tale da comportare una c.d. “Strage allargata” in ambito familiare. Tutto smentisce questa ipotesi: a) la letteratura forense, dal cui studio si può facilmente evincere che tali disturbi percettivi non risultano altamente compromettenti il funzionamento psico-fisico di un soggetto, e che soprattutto non esiste alcuna correlazione con un eventuale figlicidio (causato al contrario nella maggior parte dei casi da madri con disturbi deliranti acuti, stati psicotici anche transitori, tendenze schizoaffettive, disturbi ossessivo-compulsivi, bouffè deliranti o in talune forme sindromiche come quella di Medea); b) la statistica, indicante nella stragrande maggioranza dei casi di figlicidi, soggetti aventi pochi mesi di vita o in fase adolescenziale; c) le testimonianze concordanti dei soggetti sentiti che raccontano in modo unanime l’amore smisurato di una madre per il figlio; d) ed in ultimo la logica, perché se davvero di omicidio premeditato si tratta, non aveva senso attuarlo in una campagna invalicabile a 80 km da casa.
Il Giallo di Caronia NON è assolutamente un caso di figlicidio e successivo suicidio. Bollare il tutto in maniera così semplicistica, oltre che aprioristica non fa altro che offendere ancor di più la memoria delle vittime e di quanti ne sono coinvolti.
Il criminologo viene supportato nelle sue indagini parallele da un famoso batterista che essendo del posto ed essendo un artista pure lui, Eder McPallister(nome d'arte) si è appassionato al caso e ha fatto delle valide indagini sul posto creando un proprio canale youtube(con tanti video utili fatti sul luogo della scomparsa) dedicato al caso, che vanta oltre 6000 iscritti di persone e fans che seguono il caso: https://www.youtube.com/user/edupalla/videos .

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