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Rinnovo del CCNL Comparto Sanità inconcludente, FSI-USAE proclama lo sciopero per l'11 Ottobre.

di Alessandro Morbi
27-09-2021


Il Consiglio Nazionale della FSI-USAE ha deliberato per l'11 Ottobre lo sciopero nella Sanità contro un'ipotesi di rinnovo contrattuale inedeguato alle aspettative di migliaia di lavoratori e per le misere risorse economiche messe a disposizione.

Lo scorso week-end si è tenuto a Roma il Consiglio Nazionale della FSI-USAE.
Un evento di carattere organizzativo che ha deliberato lo sciopero fissato per il prossimo 11 ottobre contro una trattativa per il rinnovo del Ccnl sanità ad oggi inconcludente. FSI-USAE ha preso atto che l’ultimo incontro di contrattazione per il rinnovo del contratto del personale del comparto sanità è stato infruttifero e, considerando che il triennio 2019-2021 scadrà fra circa tre mesi e che i lavori all’Aran procedono a rilento, ritiene ci siano tutti i presupposti per temere il peggio con l’ipotesi che si possa arrivare a un rinnovo contrattuale economicamente inadeguato.
FSI-USAE calcola infatti che le somme stanziate sono foriere di aumenti indecorosi per il personale della sanità, che ricordiamo esce con le ossa rotte da un’epidemia tutt’oggi in corso e già costretto ad ingoiare il rospo di un precedente Ccnl dagli aumenti evanescenti.
Inoltre, ad oggi, non sembrano esserci i giusti presupposti e la volontà delle parti di prendere atto, nella riclassificazione del personale, della crescita delle competenze e delle specializzazioni che negli ultimi venti anni la legislazione ha imposto alle diverse professionalità nel settore delle professioni sanitarie, tecniche e amministrative. Ne d’altro canto sembra che con l’attuale trattativa l’agenzia Aran voglia prendere atto dell’inquadramento degli OSS nel nuovo ruolo sociosanitario in modo adeguato. Insomma FSI-USAE ritiene che, così come oggi ipotizzato, nel prossimo CCNL gli operatori continueranno ad essere retribuiti con paghe da fame.
A questa ingiustizia non ci si può piegare - FSI-USAE dice no ad aumenti ridicoli ed inconsistenti del salario e a finte revisioni di carriera che mettano nuove zeppe sulla testa dei lavoratori e chiede:
- aumenti sostanziosi degli stipendi base (2.000 € netti mensili);
- indennità professionali specifiche per operatori sanitari e socio sanitari;
- una revisione delle classificazioni con percorsi di carriera aperti e il riconoscimento delle competenze professionali;
- posizionamento nell’area dirigenziale delle professioni sanitarie;
Il Segretario Generale della Federazione - Adamo Bonazzi, ha dichiarato a tale proposito: “Serve rispetto per gli operatori sanitari a cui va riconosciuta una dignità professionale che oggi, nei fatti, viene negata. Assistiamo alle pantomime della triplice (CGIL, CISL e UIL) che fa dichiarazioni assurde a cui sa di non poter tenere fede e alle bugie delle Organizzazioni di categoria che addirittura chiedono di spostare la firma del contratto al 2022 perché non sanno come giustificarsi per le fandonie che hanno raccontato ai lavoratori. Con il CCNQ di individuazione dei comparti si poteva procedere a transitare le professioni sanitarie di cui alla legge 42 del 1999 nell’area della dirigenza, ma loro non hanno voluto”…

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Alessandro Morbi

bergamo@fsi-usae.it

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